Cos’è la Demenza?

Una breve guida

La demenza, o deterioramento cognitivo, è una sindrome acquisita che comporta un progressivo declino delle funzioni cognitive e del comportamento, interferendo in modo significativo con la vita quotidiana (Vallar & Papagno, 2007). Le funzioni cognitive maggiormente compromesse includono memoria, linguaggio, attenzione, ragionamento e capacità visuospaziali. Per maggiori dettagli, puoi consultare questo articolo sui campanelli d’allarme della demenza. Il grado di autonomia della persona è strettamente correlato alla severità del deterioramento cognitivo, che può essere classificato come lieve, moderato o severo. La valutazione neuropsicologica gioca un ruolo cruciale nel percorso diagnostico della demenza, permettendo di comprendere la gravità del deterioramento cognitivo (identificando le funzioni cerebrali che sono state compromesse e quelle che invece sono rimaste intatte) e il suo impatto sull’autonomia nelle attività quotidiane. Inoltre, quando necessario, questa valutazione può aiutare a realizzare una diagnosi differenziale tra le diverse forme di demenza, offrendo così un supporto più adeguato e informato.

Le demenze possono essere distinte in base:

  • all’età d’esordio: demenza presenile (o giovanile) o senile;
  • alla causa: primaria (neurodegenerazione del tessuto cerebrale) e secondaria causata da altre condizioni mediche (es., HIV, trauma cranico, infezioni, malattie autoimmuni, etc);
  • alla prognosi: si può distinguere tra demenza irreversibile e potenzialmente reversibile.

In Italia si stimano circa 1,15 milioni di persone affette da una forma di demenza degenerativa senile e circa 24.000 da forme degenerative giovanili (Fabrizi et al., 2024). Le principali cause delle demenze non reversibili, sia in età anziana che giovanile, includono la malattia di Alzheimer, la malattia cerebrovascolare, la degenerazione lobare frontotemporale e la malattia a corpi di Lewy (Rossor et al., 2010). Spesso capita che sia una combinazione di queste cause a determinare il deterioramento cognitivo e non una sola in modo univoco.

A seconda della causa sottostante si possono avere diverse tipologie di demenza. Nelle fasi iniziali, l’analisi delle manifestazioni cliniche può offrire indicazioni utili per distinguere tra i diversi tipi di demenza neurodegenerativa. Diversamente, con il progredire del deterioramento cognitivo le demenze diventano difficilmente distinguibili. Difatti, sebbene una diagnosi definitiva della causa del deterioramento neurodegenerativo sia possibile solo con l’esame post-mortem del cervello, una diagnosi precoce e accurata nelle fasi iniziali è essenziale per impostare interventi farmacologici e non farmacologici adeguati.

Le cause di demenza potenzialmente reversibile comprendono l’idrocefalo normoteso, le alterazioni endocrino-metaboliche (es. l’ipotiroidismo), alcune patologie psichiatriche dell’età avanzata (es. la depressione), le neoplasie cerebrali e l’assunzione di farmaci o sostanze tossiche (es. l’alcol). Sebbene rare, queste forme, se riconosciute e trattate tempestivamente, possono consentire un arresto del declino cognitivo o, in alcuni casi, un miglioramento delle funzioni compromesse.

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Rossor, M. N., Fox, N. C., Mummery, C. J., Schott, J. M., & Warren, J. D. (2010). The diagnosis of young-onset dementia. The Lancet. Neurology9(8), 793–806. https://doi.org/10.1016/S1474-4422(10)70159-9; Fabrizi, E., Ancidoni, A., Locuratolo, N., Piscopo, P., Della Gatta, F., Salemme, S., Pani, S. M., Marconi, D., Vignatelli, L., Sagliocca, L., Caffarra, P., Secreto, P., Guaita, A., Stracciari, A., Vanacore, N., Lacorte, E., & Guideline Working Group (2024). The Italian guideline on diagnosis and treatment of dementia and mild cognitive impairment. Age and ageing53(11), afae250. https://doi.org/10.1093/ageing/afae250; Vallar, G., & Papagno, C. (2007). Manuale di neuropsicologia. Bologna: Il Mulino.

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